Il folto crine di Federico Bonacina alla testa della Rt 75 V Giornate di Milano

Era il 1982. Federico Bonacina, nuovo Presidente della Round Table 75 V Giornate di Milano, avrebbe atteso ancora un anno per spalancare i suoi occhi sul mondo, ma in quella data era già scritto, in parte, il suo destino. «Prima ancora di immaginare che sarei diventato il Presidente della nuova Tavola di Milano, mi è capitato di imbattermi in documenti di Tavola risalenti proprio al 1982. In quell’anno», racconta Federico, «il padre di Francesca, mia futura moglie, era Presidente a Milano. Rileggendo quelle comunicazioni, in carta intestata e battute a macchina da scrivere, ho ritrovato lo stesso entusiasmo che vedo ora nelle mail e nelle chat che ci scambiamo quotidianamente tra Tablers del XXI secolo. Ho rivissuto in quelle parole, scritte più di 35 anni fa, lo stesso spirito di genuina amicizia che anima ora la nostra Tavola. L’emozione è stata grande, ma soprattutto ho capito che, se rimarremo fedeli ai nostri valori, la storia della Round Table sarà tutta da scrivere per molti anni ancora».

Ed è così, con questo spirito proteso verso l’Orizzonte, che il 20 giugno 2018 Federico Bonacina ha ricevuto il Collare presidenziale dalle mani di Alessandro Acerbi, tra i padri fondatori e ispiratore, con il suo senso di lealtà, amicizia e goliardia, della Round Table 75 “Cinque Giornate”. L’evento si è tenuto nella suggestiva cornice del Taste on Top, terrazza che domina il cuore di Milano, con la partecipazione di oltre 50 persone, tra Tabler e Ladies da tutta Italia e dalla Svizzera, amici e aspiranti compagni di viaggio della Tavola. «Alessandro è riuscito in poco tempo a riunire un gruppo di persone straordinarie e a coinvolgerle con il suo entusiasmo e la sua energia nel mettersi in gioco in questo bellissimo progetto. Grazie Ale!», è l’omaggio di Federico a chi lo ha preceduto al timone della Tavola, il quale, a sua volta, non esita un istante a dirsi «certo che Federico saprà dare nuova forza e vigore al club».

Il Passaggio di Consegne è stato anche l’occasione per accogliere nella Round Table 75 “Cinque Giornate” di Milano, in un momento di rara emozione, tre veri e propri “numi tutelari” della Tavola, che l’hanno vista nascere e accompagnata per mano sin dai suoi primi vagiti: Gabriele Piccinini (Past President nazionale e membro del Club 41) come socio onorario, Andrea Chiloiro e Massimo Berton in qualità di consiglieri.

«Erano i primi di maggio del 2017 e con la natura si risvegliava anche la voglia dei Tablers di creare qualcosa di bello, qualcosa che lasciasse a bocca aperta dallo stupore, come un campo di papaveri rossi…e così Massimo Berton, Andrea Chiloiro e Federico Caligaris (Tesoriere) si sono presentati nel mio studio con un pc pieno di idee», racconta Alessandro, «nasceva così, in via embrionale, la RT 75. La nuova Tavola doveva accogliere e sposare un vero spirito di amicizia e tolleranza. Requisiti per farne parte? Mettersi a disposizione e fare propri i valori del motto “Adopt, Adapt, Improve“». E fu così che i padri fondatori cercarono tra le proprie amicizie i migliori, «i nuovi Cavalieri della Tavola Rotonda».

Alessandro cattura il senso più autentico e profondo dell’essere Tabler in due ricordi. Il primo, quello del Charter Meeting, quando il 16 dicembre 2017 si è tenuto il battesimo della nuova Round Table 75 “Cinque Giornate”.  «Sono arrivate delegazioni non solo da tutta Italia, ma da tutta Europa», racconta Alessandro, «ognuna con un dono, uno stendardo e una bella storia da raccontare». L’altro aneddoto, dal sapore un po’ fantozziano, è sulla sera in cui la Round Table 75 “Cinque Giornate” ha accolto 15 socie di un Ladies Circle svedese. «Non sapevo come spiegare a mia moglie che quella sera, al posto di vederci tutti uomini come nostro uso, avremmo portato in uno dei posti più belli di Milano così tante biondone» scherza Alessandro, «paparazzati dai telefonini di ultima generazione e spennati vivi dal mostruoso conto (alle signore piaceva lo champagne e la cena di pesce) tornammo ognuno alle proprie case divertiti e compiaciuti».

Ma, con un passato per ora breve ma già così inteso, che cosa c’è nel futuro della Tavola? «Sento la responsabilità che Milano torni di nuovo protagonista. Per questo contribuiremo allo sviluppo dell’effettivo coinvolgendo giovani motivati ad una genuina partecipazione a tutte le nostre attività, contribuiremo alla creazione di un evento di grande respiro nazionale che permetta a tanti Tabler di ogni parte d’Italia e del mondo di conoscersi e di conoscere Milano e ci dedicheremo allo sviluppo di un service che lasci un’impronta nella nostra comunità», promette Federico, «il mio incarico sarebbe nulla, se non fosse per la squadra di professionisti e amici che hanno voluto mettersi in gioco in prima persona in questo progetto. Senza squadra un Presidente non è nulla».

Il Bardo di Tavola

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